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descrizione soggetto
Vedute della città di Bergamo e della provincia.
indicazioni sull'oggetto
La serie è costituita principalmente da negativi su lastra e su pellicola di dimensioni varie, ai quali si aggiungono diapositive a colori e stampe in bianco e nero.
Prima del trattamento il materiale si presenta conservato entro scatolette "da vendita" o in buste cartacee, a loro volta inserite in scatole di cartone "per il trasloco". Queste ultime, che contengono un numero variabile di pezzi, sono numerate a pennarello nero dal collezionista da 1 a 34 e contrassegnate dalla sigla "OR" [originali?].
Le scatolette da vendita e le buste presentano iscrizioni di diverse mani che per lo più riferiscono dei paesi e località ritratti, apposte a matita, a penna (di colori vari), a pennarello o a normografo; talvolta sono presenti etichette cartacee che riportano codici identificativi numerici.
I negativi su lastra di vetro sono spesso inseriti in buste di pergamino annotate, per lo più con codici numerici, mentre i negativi su pellicola, le diapositive e le stampe sono tendenzialmente conservati a piccoli gruppi in buste di pergamino o cartacee similmente annotate; alcune buste riportano, oltre ad iscrizioni varie, timbri o stampe pubblicitarie di aziende produttrici di materiale fotografico, stampatori o studi fotografici.
La serie è giunta all'Archivio fotografico corredata da scansioni in formato TIFF effettuate dal collezionista per la quasi totalità del materiale; le scansioni sono state trattate digitalmente dal collezionista stesso, il quale ha trasposto lo scatto in positivo rifilando e/o raddrizzando l'immagine; i file prodotti sono stati nominati originando la stringa "titolo attribuito_numero della scatola da trasloco.TIFF" e quindi organizzati in cartelle intestate ai diversi paesi, frazioni o località ritratti. I file sono conservati in dieci DVD: i primi due sono dedicati a Bergamo, i restanti a luoghi della provincia organizzati in ordine alfabetico e, in coda, ad alcuni ritratti della famiglia Cittadini.
In fase di catalogazione, non disponendo di mezzi di corredo coevi al materiale e nell'impossibilità di rilevare ad una prima analisi fili conduttori di tipo logico, si è proceduto mantenendo la struttura impostata dal collezionista: si sono quindi create 34 sottoserie intestate alle scatole numerate e, a un livello inferiore, sottoserie intestate ai luoghi indicati sulle scatolette o buste ivi conservate, nell'ordine in cui si presentavano. I criteri scelti per la compilazione delle schede catalografiche si basano sulla normativa e sono stati concordati con i responsabili dell'Archivio, in particolare:
- si è concordato di utilizzare come "Titolo proprio" un titolo elaborato dal catalogatore e come "Titolo attribuito" il nome del file creato dal collezionista;
- nei casi in cui il fototipo non fosse stato digitalizzato dal collezionista, si è inserito solo un "Titolo attribuito" elaborato dal catalogatore;
- la cronologia è stata specificata solo nei casi in cui dalla fotografia in esame emergessero delle particolarità utili a restringere l'arco cronologico più ampio indicato al livello superiore, che in caso contrario è da ritenersi valido per l'intera serie;
- il campo "luogo della ripresa" è stato utilizzato per indicare, ove possibile, il punto di osservazione di quanto ritratto, soprattutto in virtù della natura dei soggetti, spesso e volentieri panorami;
- sono stati indicati i casi di raggruppamenti di pellicole o stampe, riportando le iscrizioni presenti sulle buste;
- si è sempre dato conto dei trattamenti che il collezionista ha effettuato sulle proprie scansioni, segnalando i fototipi privi di digitalizzazione;
- vista la finalità con cui il materiale era stato prodotto e data la vastità della serie, per facilitare la ricerca si è scelto di inserire tra i "Temi" non solo tematiche astratte ma anche nomi di monumenti, edifici ed elementi naturali, accompagnati dall'indicazione del luogo.
In sede di riordino si è stabilito di raggruppare le serie sulla base della località ritratta rifacendosi all'organizzazione territoriale e amministrativa odierna, quindi includendo frazioni, località e comuni che all'epoca della ripresa erano unità amministrative autonome. Per quanto riguarda la città di Bergamo il collezionista aveva separato il materiale in cartelle: "Bergamo 1_AP", "Bergamo 2_RZ_CAP COLLEONI_REDON_VALTESSE" (a sua volta articolata in quattro cartelle intestate a Bergamo, Cappella Colleoni, Quartiere Redona e Quartiere Valtesse): le singole schede sono state raccolte entro la serie "Bergamo" e arricchite di descrittori, alcuni dei quali georeferenziati, per filtrare i contenuti in fase di ricerca.
In fase di riordino, laddove più località fossero conservate entro un unico contenitore, le schede riferite ai diversi luoghi sono state ricondotte alle relative serie, mantenendo precisa indicazione della scatola per la vendita di provenienza, della quale sono state mantenute denominazione e consistenza.
In chiusura delle operazioni di descrizione si è deciso di estrapolare 12 fototipi di natura evidentemente familiare conservati in una scatolina e in una busta all'interno dello scatolone da trasloco n° 34, dando origine a una nuova ripartizione dell'archivio denominata "Foto famigliari": tale documentazione è evidentemente diversa dal restante materiale, sicuramente di origine professionale, seppur in alcuni casi membri della famiglia siano ritratti.
Larga parte delle schede di serie è corredata di scansioni digitali dei contenitori, laddove siano presenti elementi significativi, comunque sempre segnalati in nota. Ove possibile, nei casi di scatti uguali o di scatti il cui confronto risulti significativo, si è provveduto a collegare le schede descrittive.
notizie storico critiche
L'azienda Cittadini ebbe inizio nel 1920 come negozio di cartoline; proseguì negli anni successivi come libreria e cartoleria al minuto e edizione di cartoline, per cessare definitivamente nel gennaio 2017.
Il materiale facente parte il fondo riguarda primariamente l'attività gestita da Pietro Cittadini, approssimativamente negli anni dal 1950 alla sua morte, nel 1962: in questo arco di tempo i servizi fotografici erano svolti sia dal titolare, sia da fotografi incaricati; la ditta poi passa alla vedova e alla figlia, con una forte esternalizzazione del lavoro sul campo. In questo senso il fondo testimonia collaborazioni con enti e fotografi, locali e non, come emerge da annotazioni, buste, preventivi a stampa, timbri, di cui si dà conto in nota e tramite descrittori.
In particolare era attiva una forte collaborazione con la Compagnia Fotocelere di Torino (attiva tra il 1908 e la fine del sec. XX), che si occupava dell'elaborazione e stampa di materiale fotografico, custodiva negativi e bozzetti, inviava fotografi presso i clienti per effettuare servizi fotografici.
Sembra certo che il materiale facente parte del fondo fosse per la maggior parte custodito a Torino, e sia stato recuperato e portato presso la sede di via Pignolo da Letizia Casari e Maria Cittadini su richiesta della ditta medesima; i pezzi più datati potrebbero invece essere rimanenze dell'archivio fotografico di Antonio Cittadini, che è stato quasi completamente distrutto durante la gestione del fondatore a causa di un'esondazione. E' opportuno segnalare che da un singolo negativo potevano essere tratti diversi fotomontaggi e matrici, quindi le cartoline prodotte negli anni '60 potevano essere composte da negativi originali più antichi.
Trattandosi di materiale preparatorio alla elaborazione di matrici per la stampa le informazioni reperibili sui documenti o tramite allegati sono molto scarne e danno adito a congetture in merito alle modalità di lavoro della ditta; da quanto sinora desunto è possibile identificare alcune fasi del processo di lavoro: 1) campagna fotografica: non è dato sapere quali campagne fossero esternalizzate. Dall'analisi dei soggetti ritratti è stato possibile individuare gli scatti effettuati da Pietro Cittadini, poichè vengono ritratte la moglie o la figlia o, a volte, si riconosce l'automobile di famiglia; a volte si rinvengono sulle buste note manoscritte con quelli che potrebbero essere cognomi di altri fotografi (ad esempio Malambri o Savoldi/Salvoldi) tuttavia non sono state rinvenute notizie su tali personaggi. In generale si sa che la Compagnia Fotocelere aveva una fitta rete di rapporti con fotografi sul territorio e quindi spesso i Cittadini si avvalevano di questo tipo di servizio ignorando l'identità degli operatori che effettivamente conducevano le campagne fotografiche. 2) Ricerca di finanziatori/committenti: l'attività si finanziava non soltanto attraverso la vendita di cartoline, ma anche attraverso la commissione di cartoline particolari da parte di alberghi, bar, aziende; spesso quindi la raccolta di scatti prevedeva panoramiche e soggetti architettonici il cui montaggio era proposto o richiesto da committenti, effettivi o auspicati. 3) Elaborazione e montaggio delle matrici: le attività di ritocco, elaborazione, montaggio e grafica erano per la maggior parte demandate alla ditta Compagnia Fotocelere. E' stata rinvenuta documentazione di corrispondenza tra i due enti in relazioni a ordinativi di materiale. Si rimanda alla serie "Matrici per Cartoline" per l'analisi delle operazioni effettivamente svolte sugli originali. 4) Stampa delle cartoline: è probabile che il lavoro di stampa delle cartoline fosse gestito dalla Compagnia Fotocelere, come si desume dalla presenza online di alcuni bozzetti con timbro della ditta torinese e dalla presenza nel fondo di buste con indicazioni a macchina delle didascalie da inserire sulle cartoline.
Da un'intervista a Maria Cittadini - effettuata da Bassis, Veronese e Bortolotti presso i locali del Convento di San Francesco in data 29/08/2017- è emerso che a volte i materiali venivano elaborati autonomamente dalla ditta familiare, che si avvaleva della collaborazione di Oreste Camisa, fotografo dapprima dipendente e poi autonomo proprietario dello studio "E. Mauri", sito in via Pignolo, di fianco alla cartoleria Cittadini. Purtoppo non è stato individuato un elemento dirimente per riconoscere gli scatti trattati in questo modo.
Dall'analisi dei contenitori originali, dei pergamini in cui erano inseriti i negativi e di alcune cartoline rinvenute presso siti di vendita online è possibile ipotizzare che i codici numerici rinvenuti siano attribuibili alla gestione del materiale da parte della Compagnia Fotocelere; si riconoscono quindi un numero identificativo per la località ritratta, che si protrae nel tempo, e due codici per il singolo scatto: un numero progressivo generale e uno progressivo probabilmente in riferimento alla località. Si rimanda alla serie "Matrici per Cartoline" per l'analisi di eventuali corrispondenze dei numeri rinvenuti in questa serie con quelli stampati al retro delle cartoline.

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Segnatura: MSB.LUC.CIT.002
Titolo attribuito: Materiali preparatori
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Raccolta Domenico Lucchetti
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consistenza
scatole da trasloco: 34
scatole per la vendita di lastre: 419
buste: 5
negativi su vetro: 3821
negativi su pellicola: 2339
diapositive: 39
stampe su carta: 15
Info
Soggetto Produttore
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Ditta Cittadini
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Museo delle storie di Bergamo
Convento di San Francesco
p.zza Mercato del fieno, 6/A - 24129, Bergamo
edit
Alessandra Veronese, Nadia Bassis