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FONDO PEPI MERISIO

252.000 diapositive, 165.000 negativi su pellicola e 154.000 stampe: l’archivio del fotografo bergamasco Pepi Merisio documenta il territorio di Bergamo e provincia e il paesaggio italiano lungo il ‘900.

introduzione

252.000 diapositive, 165.000 negativi su pellicola e 154.000 stampe: l’archivio del fotografo bergamasco Pepi Merisio documenta il territorio di Bergamo e provincia e il paesaggio italiano lungo il ‘900.

Cenni storici

Pepi Merisio (Caravaggio 1931) inizia a occuparsi di fotografia come autodidatta nel 1947, progressivamente diventa protagonista del mondo amatoriale degli anni Cinquanta. Nel 1956 avvia la sua collaborazione con il “Touring Club Italiano” e in seguito con numerose riviste, tra cui “Camera”, “Du”, “Réalité”, “Photo Maxima”, “Pirelli”, “Look”, “Famiglia Cristiana”, “Stern”, “Paris – Mach”. Nel 1962 passa al professionismo e l’anno seguente entra nello staff di “Epoca”.

La tradizione contadina e popolare della provincia e il variegato mondo cattolico sono i soggetti privilegiati di numerosi tra i suoi scatti. Nel 1964 pubblica su “Epoca” il suo servizio “Una giornata col Papa”, avviando così un lungo lavoro con Paolo VI.

Oltre a mantenere collaborazioni con numerose riviste internazionali, avvia un’intensa attività editoriale. Caposaldo della sua attività di narratore per immagini è l’opera “Terra di Bergamo in tre volumi”, edita nel 1969 per il centenario della Banca Popolare di Bergamo.

Da allora pubblica oltre un centinaio di libri fotografici con diversi editori. Nel 1980 Progresso Fotografico gli dedica un numero monografico; nel 1982 L’Editoriale Fabbri lo accoglie nella collana “I grandi fotografi”, mentre è del 1996 il numero a lui dedicato da Foto Magazine.

Nel 2007 la FIAF gli dedica il volume “Grandi autori” dopo averlo nominato nel 1988 Maestro della Fotografa Italiana. Nel 2008 il Ministero degli Affari Esteri lo incarica di allestire la mostra fotografica “Piazze d’Italia” da esporre nelle principali capitali europee e nel 2011 è invitato alla 54° Biennale di Venezia.

Materiale

Le immagini del fondo sono diapositive, pellicole, stampe di diverso formato.

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