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Un polo all'avanguardia

500 metri quadrati per un polo all’avanguardia per la tutela, lo studio e la valorizzazione della fotografia storica

Obiettivi strategici

Il Museo della fotografia Sestini si sviluppa in 500 metri quadrati all’interno del Convento di San Francesco, sede del Museo delle storie di Bergamo, secondo un progetto volto alla tutela, alla catalogazione e alla valorizzazione della fotografia storica.

È un polo all’avanguardia il cui cuore è costituito da due ambienti climatizzati di 105 metri quadrati per la conservazione del patrimonio fotografico. A questi si affiancano 66,5 metri quadrati con i locali per la catalogazione e per la consultazione dei fondi fotografici, attrezzati con la strumentazione tecnica necessaria all’attività di ricerca, studio, riordino, condizionamento del materiale fotografico.

Una sala di 60 metri quadrati è destinata a workshop, iniziative, attività educative e conserva una biblioteca di settore, disponibile per la consultazione e lo studio.

Un percorso espositivo interdisciplinare tra storia e scienza di 232 metri quadrati permette ai visitatori di scoprire da vicino il funzionamento della fotografia e la sua evoluzione nel corso del tempo.

Il progetto ambizioso è stato realizzato grazie alla collaborazione di aziende leader nel panorama dell’archiviazione digitale e delle tecnologie al servizio della fotografia: MIDA Informatica, Regesta, Espon e BiGTLC. L’intero polo è stato rifunzionalizzato grazie al restauro progettato dall’architetto Guido Roche dello studio Architecno e affidato alle maestranze delle imprese Poloni Srl. La progettazione e l’installazione degli impianti termomeccanici è opera di Termigas S.p.A. L’allestimento del percorso espositivo, dedicato alla storia della fotografia, è realizzato da Alessandro Bettonagli Entertainment Architecture.

 

Tutela

Il nuovo centro ha due ambienti destinati ad accogliere il materiale originale secondo parametri di umidità e temperatura idonei alla loro conservazione nel tempo. Le diverse tipologie fotografiche – dagherrotipi, stampe, lastre, pellicole e diapositive – sono conservate secondo le normative UNI

Catalogazione

Entro il 2020 saranno digitalizzate 195.000 immagini e, al contempo, un’équipe di 7 professionisti ne catalogherà 86.000 grazie alla piattaforma di xDams, secondo lo standard catalografico elaborato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).

Valorizzazione

Il portale online permette a tutti gli utenti del web di accedere a questo patrimonio. Ma non solo: mostre, workshop, laboratori didattici, visite guidate e iniziative editoriali rendono l’archivio uno spazio vivo e partecipato in cui toccare con mano il mondo della fotografia a 360 gradi.